15 settembre west creek

 

 da west creek non ci devo passare più. Lo dico sempre, ma poi ci vado. NOTA: cancellare west creek da tutte le mie cartine. Rifiutare qualsiasi incarico a west creek. Io non so se è un luogo che fa le persone, o le persone che fanno un luogo, ma quella è davvero la pentola del diavolo. Dove da un momento all’altro può esplodere qualcosa, e le conseguenze sono sempre disastrose. Sempre. È la terza volta che vado, è la terza volta che ne esco vivo per miracolo. Non che la mia vita abbia un alto valore, ma è l’unica che ho e preferirei non finisse per colpa di quei pezzenti. Tre è il numero perfetto; il numero perfetto di dire basta. Basta West Creek

Per non rischiare di dimenticarmi, per essere sicuro di ricordare bene i motivi per cui non devo tornarci, mi appunto quanto mi è successo. La prima volta che sono andato, cercando di bloccare l’assalto ad un carico, ho scoperto che il nostro informatore stava facendo il doppio gioco. La scena ha avuto anche dei risvolti epici, e in qualche modo spettacolari; ci siamo precipitati a sventare l’attacco, peccato che all’interno non ci fosse il carico, ma esplosivo. Pur di far saltare in aria noi, erano disposti a perdere dei loro uomini. Per fortuna uno di loro ha scoperto il piano all’ultimo, e ha fatto il big bang proprio nel loro rifugio. Così, per vendetta. Poi è venuto da noi e ce lo ha raccontato. Ovviamente, gli unici superstiti erano stati quelli che lo avrebbero dovuto portare. Di tutta risposta, i nostri li hanno barattati per alcune informazioni con un altro gruppo; il loro gesto e la loro punizione è stata esemplare per chiunque avesse pensato di tradire. Qui il sottile filo che distingue il bene e il male è stato tagliato tanto tempo fa. Adesso al bene e male è stato sostituito il sopravvivere o morire. E me lo ricordano i graffi sul mio camion, che non voglio più cancellare

 

La seconda volta a West Creek ero di passaggio, il mio unico obiettivo era passare la notte, e ripartire. Ma qualcosa è andato storto perché mentre ero in camera, hanno tagliato le gomme al camion. Se c’è una cosa che detesto, è quando mi rovinano il camion. Non lo sopporto. Quando sono sceso erano in tre ad aspettarmi, ovviamente la mia stanza era già stata ripulita. Mi preoccupo sempre di passare inosservato, ma non quella volta. Forse sfortuna, forse il caso, forse.. non so. Ma non mi preoccupavo molto di me, piu che altro della lettera che stavo consegnando. Forse nemmeno l avrebbero letta, ma non potevo rischiare. Mi hanno lasciato lì, in mezzo alla strada, senza più nulla e senza poter ripartire. E ringrazio che non mi abbiano freddato sul posto, erano dei dilettanti. Per un furto, nessuno qui si preoccupa.. diverso è se scorre sangue.. e loro avevano paura di essere braccati. Meglio un colpo veloce e indolore. Mi immagino loro scappare, andare a nascondersi immaginando quali potessero essere le mie ricchezze. E il loro volto, la loro delusione nel vedere i risultati. Per fortuna tengo sempre un minimo di scorta nascosto, con cui ho sistemato il camion, e li ho trovati. Trovare persone è il mio lavoro, non è stato difficile. Soprattutto dei principianti. Loro mi avevano risparmiato, e cosi ho fatto io. Loro mi avevano rovinato il mezzo, io ho distrutto tutti i loro. Quando mi arrabbio, mi arrabbio. Loro mi avevano preso tutto, e l ho fatto anche io. Non so poi che fine abbiano fatto, sembra che a West Creek non abbiano più messo piede. Ma tutto questo mi era costato più di due giorni di ritardo nella consegna. E non è nel mio stile fare ritardi.

 

 

La terza volta a west creek, questa ultima, è stata anche la peggiore. Molly, uno dei miei referenti, mi ha passato una soffiata. Qui avrei dovuto trovare qualche informazione su un nuovo gruppo di indipendentisti, persone che fanno delle ideologie strumenti per fare affari. È sempre stato così, e sempre sarà. Il problema non è come far si che non ce ne siano più, il problema è gestirli.  È per questo che spesso bisogna anticipare le mosse. Molly è un contatto fidato, non perderebbe mai la propria credibilità per fare il doppio gioco. Anche perché ha il suo buon tornaconto. Fin da quando mi ha sussurrato quell indirizzo ho tremato, sapevo sarebbe andata male. E così è stato. Mi ero preparato, un piano preciso; sono entrato in città da solo, mi son fermato nel solito locale, ho cercato informazioni. Ma già prima che arrivassi, era stato tutto preparato. Non so chi sia stata la spia, ma qualcosa non ha funzionato. Il problema è che son stati bravi e dannatamente veloci. Non ho capito bene cosa sia successo, so che stavo camminando nel corridoio, poi buio, poi legato in una piccola caverna. Come, dove, quando, non so. Non si sono mai fatti vedere, non so quanto tempo sono stato li. Ma mi è parso una eternità. Nessuno mi ha chiesto nulla, nessun interrogatorio, solo silenzio. Ho pensato che mi stessero usando come merce di scambio per qualcosa. ad un tratto ho sentito una botta alla testa, svenuto, risvegliato, bendato. Pensavo al mio camion, cosa ne avessero fatto. è curioso come certi pensieri assurdi corrano nella mente in situazioni estreme. pensare al camion, mah. ma erano professionisti, ero completamente immobilizzato. mi avevano reso inerme, ma cosciente. in qualche modo ero nelle loro mani; evidentemente gli servivo. non sapevo ancora per cosa, ma gli servivo. avere un ostaggio è sempre un problema, un rischio. se non serve, lo si elimina. si fa prima. ma lo avrebbero già fatto, non si sarebbero presi tutta questa cura di me. perché in qualche modo, si stavano prendendo cura di me.

ma non va tutto bene. anzi, non va bene quasi nulla. e non capisco più nulla. Una voce mi ha detto che il primo tentativo di accordo è andato male, sento un dolore pazzesco al braccio. Una lama mi stava correndo fin dentro al muscolo. Uno per ogni tentativo sbagliato, sempre più vicino alla gola, mi ha detto. E solo tre gradini. Il primo lo avevano appena raggiunto. Un dolore terribile, poi di nuovo buio, e risveglio nella cella. la ferita mi faceva male da urlare, il sangue si era fermato ma ne avevo perso, probabilmente, molto, perchè sentivo freddo, tremavo e avevo la febbre. Oppure, in quello schifo, mi aveva fatto infezione. So che avrei preferito mi avessero tagliato la gola piuttosto che rimanere lì. Forse un’ora, forse un giorno, o una settimana. Spari, urla, silenzio. Mi sono risvegliato nel letto dell’hotel di West creek. Gli uomini che avevo appostato in difesa avevano impiegato un po' a trovare il covo, e a portarmi via. Avevano avuto ordine, a quel punto, di eliminare il problema alla radice e attaccare la banda. Ma per farlo, avevamo perso tre dei nostri. E tre risorse erano un costo troppo alto da pagare per una singola operazione. Ho ancora nel naso l’odore del letto di West creek, e il dolore ogni volta che mi sistemavano la ferita. Che mi ha lasciato un profonda cicatrice sul braccio. non so se Molly sia colpevole di qualcuno dei punti che mi hanno messo sul braccio, ma la prossima volta che la vedrò  le porterò il conto. Ma va bene, mi aiuta a ricordare, mai più a West Creek

 

E anche oggi ci riposiamo domani

Commenti

Post più popolari