2 marzo – in memoria di jack

 non è mai bello salutare un amico, per quanto sia difficile definire chi è veramente un amico. Ma diciamo che con jack abbiamo passato molti momenti insieme, sia nel bene che nel male. E le parole che son state dette oggi non rispecchiano minimamente jack.. o almeno il jack che conoscevo io.  NOTA: ricordarsi di scrivere il mio memoriale, onde evitare fraintendimenti. Ancora mi sta tremando la mano a scrivere, il nome su quella pietra poteva essere il mio. A volte penso che sia solo questione di fortuna, o di destino. A volte penso chissenefrega. Forse questo è l’unico modo per andare avanti. E son sicuro che anche jack abbia pensato fino all’ultimo chissenefrega. Però la sua ultima giornata da sopra la terra, almeno, l ha passata bene.. oggi il cielo è stato limpido e la temperatura ideale. Si sarà annoiato anche lui con tutte quelle parole, ma va fatto. Ci son cose che devono essere fatte e basta. E così è stato. Per te jack ho rimandato una missione, stai in debito. Ricordatene quando ti raggiungerò.

 

Non ho mai capito a cosa serva la morte, cosi come non ho mai capito a cosa serva la vita, ma la tua morte mi ha ricordato un cosa: di rimanere sempre in guardia. Perché dopo tutte quelle che abbiamo passato insieme, finirla così è abbastanza vergognoso. Beccato nel letto della donna in un altro. Ed era proprio quello che stavi cercando. Da bracconiere a braccato. O nemmeno. Sarebbe potuta finire in maniera più dignitosa, ma in fondo cosa c’è di piu o meno dignitoso nella morte? Si muore e basta, il resto riguarda solo chi rimane qui .  NOTA: questa me la devo segnare. Quando ti abbiamo trovato, abbiamo risolto la situazione; beccato l’uomo, fatto rimanere in silenzio, e detto che ti aveva teso un agguato durante l’inseguimento. Non che tu avessi molti amici, ma almeno per quei pochi è finita così. Tanto a nessuno importa sapere davvero quale sia stata la verità.

 

Però jack a te qualcosa devo. E non mi riferisco alle volte in cui ci siamo coperti le spalle a vicenda, quello è lavoro. Lo abbiamo fatto, come lo abbiamo fatto con tanti altri. È il contratto non scritto di chi fa questo mestiere. Poi ogni tanto qualcuno tradisce, ma questa è una altra storia. Forse siamo stati legati per necessità. Siamo ombre che vagano per il paese, che non possono avere una identità, legami. Siamo vagabondi senza volto, perché quello che mostriamo è solo una maschera. E appena questa maschera inizia a sciogliersi, meglio sparire. O forse è già troppo tardi. Allora creiamo tra noi legami costruiti sul nulla. Non so nemmeno se ti chiamavi jack per davvero, o da dove venissi. Ma sto parlando di me, non di te. E questa sera voglio scrivere di te.

 

 Jack, mi hai insegnato a pensare, agire, pensare. E finchè non è finita, non ci si ferma. Mi rimbomba ancora nella mente il tuo non ti muovere, mentre la tua pallottola è passata ad un millimetro dal mio orecchio per coprirmi le spalle, o quando siamo scomparsi nelle rapide del Black River dopo un salto di dieci metri. E quando siamo arrivati a riva, o meglio l’acqua ci ha salvati ed eravamo alle sponde opposte, mi hai detto ci vediamo alla prossima, come fossimo usciti dal bar. O quando quel bastardo di Danful ci ha traditi, e mi hai detto di lasciar perdere, che tutto avrebbe fatto il suo corso. Quando è stato al tuo posto, poco dopo, non c’era nessuno davanti alla pietra. pensare, agire, pensare, e chiudere sempre il cerchio. Questo è quanto di tuo mi porterò nella tomba.

 

 

dicono che si muore davvero quando anche l’ultima persona si dimentica di noi. quando smettiamo davvero di esistere. e allora, se è così, tra me e te non c’è molta differenza. perché nessuno sa più chi siamo, nessuno si ricordi di noi. noi già non esistiamo. forse siamo vivi fisicamente, ma siamo già morti. sotto quella pietra c’è qualcuno di cui nemmeno si sa il nome. non so se è triste o no. forse potrebbero anche risparmiare tutto questo, perché se là sotto ci fossi io, lui o qualcun altro, nessuno lo noterebbe. e penso che nessuno verrà mai a piangere su questa tomba, quindi perché farla? a pensarci, non me lo spiego. anzi, a pensarci, quasi mi da fastidio. jack, avevi chiesto tu tutto questo? non penso. o forse hanno dato per scontato che ti facesse piacere. che ci facesse piacere. ma non lo so. non so se dopo tutto quello che abbiamo passato, questo è ciò che è giusto. forse, forse, hai ragione tu, meglio finirla male per colpa di una donna. ma chissenefrega in fondo, vadano tutti al diavolo. noi, già ci siamo accomodati.

NOTA: fare lista delle persone che vorrò al funerale. Se vorrò un funerale. Decidere location. Preparare discorso. Decidere a chi lasciare tutte queste decisioni. Oppure bruciare tutto. Meglio


E anche oggi ci riposiamo domani

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