24 aprile - Shannellan way

 

Shannellan way, è un indirizzo che mi devo segnare. Da tanto tempo non passavo una notte così, da tanto tempo non mi stupivo così. Da tanto tempo non mi divertivo così. Che musica, che atmosfera, che gente! E pensare che da fuori nessuno si renderebbe conto di quello che sta succedendo lì dentro. E da quel che mi hanno detto, succede ogni notte. Mouse traps li chiamano, trappole per topi. E mai un nome è stato più azzeccato di questo. Ne avevo sentito parlare, ma non ne avevo mai visto uno. Nemmeno pensavo esistessero da vivo. Scantinati che diventano locali, musica che esplode, caldo, gente, macello. Il bar che è un tavolo con bottiglie, la sala da ballo la cantina, e non c’è nemmeno un palco. Qualche tavolo ai lati, vecchi arredamenti abbandonati lì. Alcuni mause trap vengono usati saltuariamente, altri son diventati veri e propri punti di incontro. C’era un caldo da svenire, e dopo pochi minuti il fumo non faceva più respirare. Ma che meraviglia

 

Tantissime sono le leggende che girano attorno a questi locali. Illegali, improvvisati, che nascono e scompaiono anche solo nel periodo di una notte. Nessuna pubblicità, ovviamente. Solo passaparola. Spesso nemmeno chi è proprietario della cantina o dello stabile sa che cosa sta avvenendo, e lo scopre solo al mattino dopo. Oppure fa finta di non saperlo. È il mercato migliore per tutto ciò che circola di illegale, dicono siano l’anticamera dell’inferno. O del paradiso, a seconda dei punti di vista. Ci sono capitato per caso, avevo avuto informazione che uno dei contatti a cui dovevo chiedere informazioni sarebbe stato lì, ma mai avrei immaginato di trovarmi in un ambiente del genere. Diciamo che pensavo al vecchio classico locale, o ristorante, o hotel. Ma in fondo a pensarci bene, all’interno di quella follia è molto più facile a passare inosservati. Soprattutto se il contatto non è sicuro. E la scelta è stata molto intelligente, perché son sicuro che, prima di farsi vedere, si è nascosto tra la folla e mi ha osservato. Ero io nudo davanti al contatto. Bravo, devo ricordarmene in futuro. Poi a contatto avvenuto, ha pensato bene di darmi appuntamento a domani. e se ne è andato. Sono sicuro però che qualcuno dei suoi è rimasto, per controllare i miei passi. Per questo è stato tutto una bella recita. Ma ero solo io a recitare, tutto attorno era vero.

 

La prima sensazione che rimane impressa dei mouse trap è l’odore dell’aria. Il sudore ti si appiccica addosso come la colla, tutto è viscido. Il fumo ti entra in gola, fa lacrimare gli occhi. La luce è tenue, le ombre che ballano sui muri fanno venire le vertigini. Dall’alto della scala da cui si arriva per scendere nello scantinato è questo che appare a chi arriva: fumo che dal basso invade la scala. Poi, sotto, è anche peggio. Ci vuole un po' per abituarsi, ci vuole coraggio per fare gli ultimi scalini. Anche perché gli occhi ancora non sono abituati, e tutte le immagini sono confuse. A pochi massi, gente che balla indiavolata, più lontano, chi beve. Dall’altra parte un gruppo che suona, e ovunque sensazione di libertà. Pensavo che nonc e ne fosse più in questo paese, eppure c’è ancora un’anima calda che vive. Anzi che urla. Non voglio dimenticarmi di questa notte, non voglio far si che diventi solo un ricordo e poi nulla. Quando ho iniziato a fare questo lavoro, avevo anche io ideali di lealtà, libertà, vita e giustizia. Poi tutto passa, e adesso non è più così. Ma in questo deserto, forse, ci sono ancora delle oasi. E non importa se dal basso non si riescono a vedere le stelle, laggiù c’è molto più paradiso che ai piani alti. Lo si legge negli occhi delle persone. Qui sotto c’è un crogiolo della civiltà, gente di tutte le razze, di tutte le lingue. Perché a nessuno in fondo frega niente di nulla, di che religione sei o che lingua parli. Tanti qui nessuno usa le parole per comunicare, o ha ideali per cui combattere. Qui si ritorna alle radici, quando solo corpo e anima esistevano. E la mente che si lascia trasportare

 

Quello che si beve al banco dei mouse trap penso sia davvero veleno per topi, o poco ci manca. La prima sorsata brucia la lingua, la gola, esplode nello stomaco come una boma. Poi, non si sente più nulla. Non si sente più la pressione del lavoro, della vita, il rumore della strada là fuori. Non si sente più nulla, nemmeno il secondo che scende. E nemmeno il terzo. È cosi che va la serata, è cosi che si balla questo tango forsennato. Persino io per qualche momento ho ballato. Una musica che non conoscevo, ma che mi ha trasportato. Sicuramente qui c’è talmente rumore da non rischiare che dalla lingua e dalla mente offuscata escano parole o informazioni compromettenti. Qui nessuno parla, solo gli sguardi contano. Sguardi che hanno un passato, un obiettivo, un desiderio. Di amore, di fuga, di passione, di follia. Ognuno cerca riflesso negli occhi degli altri il proprio desiderio. Che a volte si trova, a volte no. C’è chi rimane steso esausto negli angoli, con l’ulimo bicchiere in mano, o solo a dormire. Quando il sole rinasce, qualcuno non ha nemmeno la forza per tornare a casa. La notte è finita, il sogno ritorna ad essere solamente un’illusione, il giorno cancella la notte. È così che mi son sentito quando ho rimesso piede nella strada; non mi è mai sembrata così vuota, scura, lontana. Non quella strada, ma qualsiasi strada avessi ma percorso.

 

E adesso mi trovo steso sul letto, con la mente ancora confusa, a ripensare ai volti che ho incontrato. Gioco con le chiavi del camion, l’ultimo affetto che mi è rimasto. Forse erano tutti sotto copertura, a vedere la mia reazione. Forse sto solo fantasticando, ancora in preda a quella follia collettiva. Adesso tutto è finito, penso che chiunque fosse lì oggi negherebbe tutto. Mi verrebbe voglia di restare, passare un’altra notte, o cercare un altro mouse trap. Ma sento che è già diventato un pericolo. Anche se ammetto che non mi dispiacerebbe. Anzi, penso non mi dispiacerà. Ho notato un piccolo segno davanti all entrata della cantina, forse di riconoscimento. Noto particolari per lavoro, anzi per sopravvivenza. A volte vedere cose che gli altri non notano salva la vita. Sarei in grado di riconoscere anche molte delle persone che ieri sera erano lì, ma se li dovessi incontrare farò finta di nulla. Credo sia questa una delle regole. Fa sorridere però pensare come nella cantina di una casa qualsiasi, in una notte qualsiasi, si possa aprire la porta di questa dimensione parallela. E anche per lavoro potrà essere utile, per nuovi contatti. Se è vero che lì tutto può succedere, sarà anche vero che ci possano essere persone che vogliono far succedere di tutto. Ed è proprio il mio mondo. Primo contatto, comunque, fatto; oggi anche questa missione dovrà essere chiusa.

 

E anche oggi ci riposiamo domani

 

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